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Luce nella notte... evangelizzatori tra i giovani Stampa

Il 19 e il 20 Febbraio 2010 un gruppo di questi giovani evangelizzatori, proveniente precisamente da Mucciari, Borgo San Lorenzo (FI), è stato ospitato nella Parrocchia di San Michele Arcangelo a Tivoli, dove ha incontrato i giovani della nostra Diocesi per formarli e renderli protagonisti di un’esperienza di evangelizzazione in strada. L’iniziativa, che ha preso il nome di “Luce nella Notte”, è stata curata dall’Equipe del Servizio di Pastorale Giovanile. 

Appena arrivati, i ragazzi hanno avuto l’opportunità di fare una prima conoscenza con i giovani della nostra Diocesi condividendo una cena a cui ha partecipato anche S.E.Mons. Mauro Parmeggiani. A seguire, uno dei responsabili del gruppo, dopo aver descritto brevemente la storia della scuola di evangelizzazione, ha introdotto i presenti sul “perché evangelizzare”: vuol dire “ascoltare un grido”, il grido di chi ha bisogno dell’incontro con Dio.
Il giorno seguente, Sabato 20 Febbraio, quello più impegnativo, è cominciato con le Lodi mattutine, una colazione insieme e poi tutti ad ascoltare un rappresentante dei ragazzi della scuola di evangelizzazione che ha efficacemente spiegato come, nella pratica, poter evangelizzare in quanto la maggior parte dei nostri giovani si è accostata a questa esperienza per la prima volta. Ognuno cominciava, dentro di sé, ad essere consapevole di quanto fosse alto l’obiettivo che veniva proposto: scendere nelle strade per invitare altri giovani sconosciuti all’incontro con Cristo.
Dopo questo momento, si è entrati in un clima di raccoglimento e preghiera con un’adorazione Eucaristica, prima, e la Messa con il mandato missionario dopo, nella quale, ad ogni ragazzo è stata consegnata una croce da mettere al collo.
Dopo il pranzo, è arrivato il momento di mettersi in gioco. Il luogo scelto per l’evento “Luce nella Notte” è stato le Scuderie Estensi di Tivoli. I ragazzi sono arrivati lì con tutto il materiale necessario per allestire l’ambiente dove sarebbe stato esposto Gesù Eucaristia. Il lavoro era bene organizzato: c’era chi si occupava di preparare l’Altare, chi sistemava gli strumenti musicali, chi sceglieva i canti e così via.
Quando tutto era ormai pronto, è stato esposto il Santissimo. I giovani lì intorno, abbracciati in cerchio, ognuno nella preghiera dell’altro. Dì lì a poco sarebbero andati nella piazza e per le strade, ad incontrare altri giovani come loro per invitarli davanti al Signore. Coloro che hanno attraversato la porta per uscire  fuori avevano solo una certezza: la fede in Dio. Tra questi c’era Valentina:
“Erano tante le perplessità, le domande, le paure che mi portavo dentro quando Sabato pomeriggio siamo usciti per le vie di Tivoli per incontrare alcuni dei tanti giovani che le popolano. Cosa dire? Come mettersi all’ascolto dell’altro? Come invitarlo a condividere con noi un momento di preghiera? Come parlare di colui che ci ha cambiato la vita? Già dal primo incontro, però, ho capito davvero l’importanza del nostro stare tra le strade della città, giovani tra giovani, per ascoltare e parlare con semplicità delle nostre esperienze. Alla paura si è sostituita la gioia di ritrovarsi in ginocchio di fronte al Santissimo Sacramento per pregare insieme non a dei “perfetti sconosciuti” ma a dei fratelli conci condividere il tesoro più bello della vita: L’Amore di Dio.”
Gli approcci con i passanti, soprattutto i primi, non sono stai facili: chi rispondeva “non ho tempo”, chi cambiava strada o chi se la sbrigava con “non lo so, magari più tardi…”. Ma tante, davvero tante, persone si sono rese disponibili all’incontro. Questo perché, chi si scopre guardato con Amore, quello con la A maiuscola, si apre. È inevitabile. Grazie alla disponibilità dei sacerdoti presenti molti hanno potuto confessarsi oppure, semplicemente, essere ascoltati.
Chi agisce nella sincerità del cuore fa e dice cose grandi, perché è nel cuore di ciascuno di noi che il Signore abita. È ciò che hanno fatto i nostri giovani evangelizzatori Sabato: si sono spogliati dei loro timori, dei loro pregiudizi, dei loro schemi mentali e hanno lasciato che lo Spirito operasse in loro. Se avessero contato solo sulle proprie forze non ce l’avrebbero fatta. Possiamo averne un’idea dalla testimonianza di Daniele:
“…il desiderio di “aprirci alla strada” era un po’ che ci faceva sognare un’avventura come questa, ma al momento di iniziare la paura e il senso di inadeguatezza erano forti. Ma ci è stato detto che era quello il punto di partenza migliore e così mi sono buttato! L’azione dello Spirito ha fatto il resto, lo Spirito la cui presenza si sentiva forte in ogni istante dell’esperienza e che ci ha fatto scoprire aspetti del nostro carattere che non pensavamo di avere. Una forza che davvero veniva dall’alto, che ci ha fatto raccogliere tanti e buoni frutti. Un coraggio inaspettato, un desiderio ardente di incontrare più giovani possibili, per trasmettere loro quell’Amore di cui ci sentiamo pieni…”.
Il filo conduttore di tutta la giornata è stata la Preghiera, permeante e incessante, di chi rimaneva nelle scuderie davanti al Santissimo, di chi era sulla porta di ingresso per l’accoglienza e di chi era per strada. È la preghiera che permette al Signore di agire, e quando interviene Lui…sconvolge! Sì, sconvolge per la bellezza di ciò che crea ed è quello che chiunque si trovava alle Scuderie Estensi Sabato pomeriggio a Tivoli ha potuto vedere: la bellezza dell’Amore di Dio.


La potenza unificatrice della preghiera ha lasciato un segno anche in tutti coloro che arrivavano davanti all’altare da “incontrati”, come Alessandra: “La mia esperienza di luce nella Notte è stata particolare. Questo momento non era rivolto solo ai lontani dalla fede, ma anche ai vicini. È anche tra i vicini che si può fare l’esperienza dell’incontro, della scoperta e della condivisione. Ho sentito che le paure, le insicurezze e le nostre sensibilità si sono prese per mano. È stata una forte testimonianza  che io, da giovane impegnata in Diocesi, ho vissuto da “accompagnata”. Dico grazie di cuore ai miei amici e colleghi di Pastorale Giovanile che mi hanno offerto la possibilità di pregare davanti a Gesù in un momento particolarmente faticoso per me. Pregare insieme ad un amico che ti regala la sua preghiera è davvero rincuorante, ti fa sentire sostenuto e amato. La mia esperienza è stata questa: una forte comunione.”
Al termine di questo pomeriggio particolare è rimasta un’immagine che forse racchiude un po’ tutte le aspettative e le speranze dei ragazzi che hanno sperimentato in prima persona l’evangelizzazione:
tutte le candele che sono state accese dai giovani che hanno sostato in preghiera davanti a Gesù Eucaristia…tante stelle che, con la Grazia del Signore, continueranno a brillare…tante stelle che saranno “Luce nella Notte”.

                                                                                                      Alessandra De Giorgi

 


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